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Molte
volte il pensiero filosofico si è misurato con
il problema della libertà, che si presenta al
tempo stesso come enigma e come paradosso. E lo ha fatto
vuoi all’apice della sua più intensa fioritura,
ossia nei grandi e fertili momenti della storia del
pensiero, vuoi nei momenti topici e epocali di crisi
della civiltà e di dissoluzione sociale, quando
l’umano percepisce una propria alienazione e attraversa
il disagio profondo di una disarticolazione (o estraniazione)
del proprio mondo della vita. Oggi certo sono palesi
i sintomi di una fase storica di grande crisi del nostro
mondo e dei suoi assetti di incardinamento cognitivo,
assiologico, sociale e individuale. E quindi il nostro
sembrerebbe un tempo atto per riprendere a riflettere
sul problema della libertà. Vale perciò
la pena di rimettere in gioco questo tema.
È quanto ci si propone con il presente volume,
nel quale si raccolgono i saggi di giovani studiosi.
Essi si sono misurati con quanto la filosofia, a partire
da Kant (preso come terminus a quo imprescindibile)
e fino a Ricoeur, ha faticosamente esperito sull’accidentato
terreno della problematizzazione intorno alla libertà.
Contributi di Hagar Spano,
Claudio Belloni, Diego Giordano, Agostino Guccione,
Claudia Milani, Andrea Serra, Claudio Tarditi, Mauro
Cinquetti. Saggio introduttivo di Sergio Sorrentino,
Posfazione di Malte D. Krüger. |