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dibattito
Risposta a Michele Turrisi
di Massimo Firpo

Grazie, ho letto il suo scritto con vivissimo apprezzamento: potrei limitarmi a dire che, per un non credente come me, apprendere che bel tipetto era padre Abramo, pronto a vendere sua moglie per qualche pecora, e che grandi uomini erano invece il faraone e Abimelech, è musica celestiale; e potrei dire che il vecchio Voltaire aveva capito tutto. Ma non è questo il punto. Ciò che più mi rallegra, piuttosto, è che voci come la sua vengano dal mondo cristiano, troppo spesso disposto a nascondere dietro pratiche nicodemitiche la sua ricchezza di autentica fede. Io non credo alla Rivelazione e non credo quindi che il Vecchio Testamento sia altro che un testo storico, ma so che Voltaire non basta e che le fedi religiose animano il mondo, lo permeano, talora lo sconvolgono e talaltra lo dominano, e quindi non sono affatto indifferente alle loro tensioni interne, ai mondi di valori che essi trasmettono. E quindi mi rallegro di sentire le voci di un cristianesimo che sente la responsabilità di se stesso e non si limita a trattare sull’ici e gli insegnanti di religione, chiudendo gli occhi su ogni più efferata immoralità purché convenga, e a pretendere che autorità e verità coincidano. Ma sono certo che su questi temi saremmo d’accordo. Ancora grazie e molti cordiali saluti.

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