Grazie, ho letto il suo scritto con vivissimo apprezzamento:
potrei limitarmi a dire che, per un non credente come me, apprendere
che bel tipetto era padre Abramo, pronto a vendere sua moglie
per qualche pecora, e che grandi uomini erano invece il faraone
e Abimelech, è musica celestiale; e potrei dire che il
vecchio Voltaire aveva capito tutto. Ma non è questo il
punto. Ciò che più mi rallegra, piuttosto, è
che voci come la sua vengano dal mondo cristiano, troppo spesso
disposto a nascondere dietro pratiche nicodemitiche la sua ricchezza
di autentica fede. Io non credo alla Rivelazione e non credo quindi
che il Vecchio Testamento sia altro che un testo storico, ma so
che Voltaire non basta e che le fedi religiose animano il mondo,
lo permeano, talora lo sconvolgono e talaltra lo dominano, e quindi
non sono affatto indifferente alle loro tensioni interne, ai mondi
di valori che essi trasmettono. E quindi mi rallegro di sentire
le voci di un cristianesimo che sente la responsabilità
di se stesso e non si limita a trattare sull’ici e gli insegnanti
di religione, chiudendo gli occhi su ogni più efferata
immoralità purché convenga, e a pretendere che autorità
e verità coincidano. Ma sono certo che su questi temi saremmo
d’accordo. Ancora grazie e molti cordiali saluti.
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