
«L'opera di Tomás
de Jesús è certamente molto rilevante
nella storia della teologia mistica. Ben ha fatto
dunque Elisabetta Zambruno a presentarla anche ai
lettori meno specializzati con questa silloge tratta
da diversi scritti. Lo ha fatto con lo scrupolo
filologico che le è consueto, ma anche con
un'opportuna costruzione critica: il lettore che
nulla sapesse di Tomás de Jesús e
che si accostasse a questo libro senza percorrere
gli avvertimenti che lo rimandano agli originali,
avrebbe infatti l'impressione di trovarsi di fronte
ad un testo unico e compatto, a una sintesi completa
o a una piccola
summa composta proprio
da Tomás. Così, se volesse percorrere
queste pagine con la sensibilità che gli
viene dal dibattito filosofico e teologico del pensiero
contemporaneo, potrebbe trarne diversi motivi di
riflessione»
Dalla Prefazione
di Virgilio Melchiorre
Elisabetta
Zambruno è nata a Tradate (VA).
Si è laureata in Filosofia con Sofia Vanni
Rovighi. È docente di Antropologia Filosofia
e di Teoria della persona e della comunità
nella Facoltà di Scienze della formazione
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore
di Milano. Si occupa di temi di antropologia filosofia
e di teologia mistica. Si è dedicata allo
studio della Riforma protestante calvinista con
particolare attenzione a Sébastien Castellion
e a Théodore Di Bèze (Teodoro
di Beza di fronte a un «sicofante».
La polemica tra il teologo e il «filosofo»,
Cusl, Parma 1983). Ha studiato successivamente l'area
della mistica renana (La «Theologia Deutsch»
o la via per giungere a Dio. Antropologia e simbolismo
teologico, Vita e Pensiero, Milano 1991). Ha
dedicato il suo interesse al pensiero filosofico
e teologico di Tomás de Jesús (Filosofia
e teologia in Tomás de Jesús,
Marietti, Genova 2002).