Dopo
i volumi di Jean-Luc Marion, Dieter Henrich e Charles
Larmore escono i testi delle lezioni seminariali tenute
presso la Scuola di Alta Formazione Filosofica di Torino
da John Searle, ripercorrimento complessivo del lungo
itinerario intellettuale del filosofo americano e delle
sue attuali ricerche; e da Agnes Heller, filosofa ungherese
che in questo documento rilegge il proprio percorso
intellettuale e illustra le sue ultime elaborazioni
teoriche.
John
Searle
Coscienza, linguaggio, società
a cura di Ugo Perone, Rosenberg & Sellier,
Torino 2009
Oltre che intorno ai problemi
del linguaggio, della coscienza e del loro rapporto
con la realtà – da sempre oggetto della
sua ricerca filosofica – negli ultimi anni John
Searle ha riflettuto in particolare sui fondamenti
della società e sui costrutti sociali, quali
istituzioni e ruoli pubblici. In questo volume di
lezioni seminariali tenute presso la Scuola di Alta
Formazione Filosofica di Torino nel maggio 2008, i
lettori troveranno esposte con chiarezza straordinaria
le sue posizioni e ne potranno seguire, documentati
con onesti sguardi retrospettivi, gli approfondimenti
e le evoluzioni. Anche chi ha meno familiarità
con gli orizzonti culturali a cui Searle si richiama
– i risultati delle scienze, in particolare
della neurobiologia, e l’analisi linguistica
– non potrà non stupirsi per la singolare
ricchezza e la notevole capacità dell’autore
di rispettare la complessità dei problemi.
John
R. SEARLE, nato a Denver (Colorado) nel 1932,
occupa un ruolo di primo piano nella comunità
filosofica internazionale. Formatosi alla scuola dei
filosofi del “linguaggio ordinario” (tra
i quali J. L. Austin, H. P. Grice e P. F. Strawson)
di Oxford, dove ha insegnato dal 1956 al 1959, Searle
è professore di filosofia del linguaggio e
di filosofia della mente all’Università
di Berkeley, in California, dove insegna dalla fine
degli anni Cinquanta. Le ricerche di Searle, iniziate
con una riflessione sugli atti linguistici e l’intenzionalità,
si sono poi trasformate in una teoria generale del
linguaggio e della mente. La sua analisi filosofica
ha inoltre preso in esame il rapporto mente-corpo,
in particolare in relazione agli esiti delle ricerche
nell’ambito delle neuroscienze. A partire dalla
prima metà degli anni Novanta la sua riflessione
sul linguaggio e sulla mente si è venuta sviluppando
in una innovativa filosofia della società che
delinea le caratteristiche fondamentali della realtà
sociale in cui viviamo e degli oggetti che ne fanno
parte. Tra le sue opere tradotte in italiano si ricordano:
Atti linguistici: saggio di filosofia del linguaggio,
Bollati Boringhieri; Della intenzionalità,
Bompiani; La riscoperta della mente, Bollati Boringhieri;
La costruzione della realtà sociale, Einaudi;
Il mistero della coscienza, Cortina; La razionalità
dell’azione, Cortina; La mente, Cortina; Occidente
e multiculturalismo, Edizioni del Sole 24 Ore.
Agnes
Heller
Per un'antropologia della modernità
a cura di Ugo Perone, Rosenberg & Sellier, Torino
2009
Ciascuno dei fatti che sono alla
base di ciò che esperiamo come nostra condizione
umana, e che strutturano la nostra esistenza, libera
una domanda al tempo stesso radicale e infantile:
com’è possibile? Com’è possibile
che si possa partecipare simultaneamente a universi
di discorso differenti, svolgendo in essi una parte
differente e restando nondimeno se stessi? Com’è
possibile riconoscere l’unità di qualcosa
che non solo è complesso ma addirittura assume
tratti dualistici: reale/immaginario, empirico/ideale,
corporeo/spirituale? Com’è possibile
una dualità che non sia dualismo? Com’è
possibile, dal fatto empirico che esistono uomini
buoni, trarre buone regole di condotta, come tenta
di fare la morale, e dal fatto che esistono buoni
cittadini desumere giuste regole di comportamento
politico? Dopo il tramonto della metafisica e delle
Grandi Narrazioni unitarie, la risposta a queste domande
radicali, infantili, eterne della filosofia richiede
il ricorso a nuove categorie in grado di rappresentare
la modernità in cui viviamo. È solo
nell’individualità della vita quotidiana
che è possibile rispondere, scegliendo e agendo
concretamente, consapevoli che ogni risposta e ogni
decisione solleva una nuova domanda a cui la filosofia
non fornisce una risposta definitiva.
Ágnes
HELLER, filosofa ungherese nata nel 1929,
è uno dei più autorevoli interpreti
della complessità filosofica e storica della
modernità. Sfuggita adolescente alle deportazioni
naziste, diviene allieva e amica del filosofo György
Lukács e ne condivide i tormentati rapporti
con il partito comunista successivamente alla rivolta
del ’56. Durante il regime di Kádár,
Heller viene progressivamente privata della possibilità
di insegnare, viaggiare all’estero e pubblicare
i suoi libri. Le vicende della “Scuola di Budapest”
(composta anche, tra gli altri, da Mihály Vajda
e György Márkus) vengono rese note all’opinione
pubblica occidentale dalla lettera di Lukács
al Times Literary Supplement del 1973. Nel ’77
Heller lascia l’Ungheria per l’Australia,
e quindi per New York, ove insegna tuttora presso
la New School. A seguito della caduta del Muro, Heller
ha fatto ritorno in Ungheria, pur non rinunciando
al suo insegnamento in America. Il pensiero di Heller
si inserisce in un primo tempo nella linea di interpretazione
lukacsiana del pensiero di Marx, analizzandone il
nesso tra bisogni e valori. In seguito al trasferimento
in Occidente, la filosofa ungherese concepisce tre
grandi progetti: una filosofia della Storia, una teoria
dei Sentimenti e una teoria della Morale. In tal modo,
Heller si iscrive all’interno del dibattito
etico-politico contemporaneo: dalla discussione sulle
contemporanee teorie di giustizia all’analisi
storica della posizione degli Stati dell’Est
europeo; dall’interpretazione della posizione
sociale e morale dell’individuo nel mondo post-moderno
alla teoria del bello artistico e, in particolar modo,
letterario (Shakespeare). Nella sua straordinaria
varietà, la filosofia di Heller si presenta
come una ricerca intorno a un nucleo fondamentale:
la ricchezza dell’uomo, del suo sentire, del
suo produrre e soprattutto del suo agire politico
e morale, delle sue modalità e condizioni di
perfezionamento, verso l’incarnazione utopica
contemporanea di un ideale di uomo ricco in bisogni,
produttore di bellezza artistica, bontà pratica
e giustizia politica. Tra le sue opere tradotte in
italiano ricordiamo: La teoria dei bisogni in Marx,
Feltrinelli; Sociologia della vita quotidiana, Editori
Riuniti; L’uomo del Rinascimento, La Nuova Italia;
Istinto e aggressività: introduzione a un’antropologia
sociale marxista, Feltrinelli; La teoria, la prassi
e i bisogni, Savelli; La filosofia radicale, Il Saggiatore;
Teoria dei sentimenti, Editori Riuniti; Teoria della
storia, Editori riuniti; Oltre la giustizia, Il Mulino;
Etica generale, Il Mulino; Filosofia morale, Il Mulino;
Dove siamo a casa, Angeli.