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   Dopo Dialogo con l’amore di J.-L. Marion, vengono offerti all'attenzione del pubblico i testi dei seminari in cui Dieter Henrich e Charles Larmore forniscono una complessiva presentazione del proprio pensiero. I volumi, intitolati Metafisica e modernità. Il soggetto di fronte all’assoluto e Dare ragioni. Il soggetto, l’etica, la politica, sono entrambi a cura di Ugo Perone, fondatore della Scuola di Alta Formazione Filosofica di Torino.

Dieter Henrich
Metafisica e modernità. Il soggetto di fronte all’assoluto
a cura di Ugo Perone, Rosenberg & Sellier, Torino 2008

   Uno dei più autorevoli filosofi tedeschi contemporanei ricostruisce come un archeologo il senso complessivo dell’idealismo – momento tuttora fondamentale della nostra cultura – e ne fa emergere l’attualità non esaurita, analizzandone i testi fondatori e il contesto culturale in cui si sono formati. Ma questa ricostruzione, pur minuziosa, non ha carattere filologico. Viene infatti riformulata la questione dell’assoluto nel tempo della modernità, ossia nel tempo che ha nel soggetto un proprio motivo centrale. Ed è il nesso tra il soggetto e l’assoluto, la coappartenenza di finitezza e pensiero di Dio, a caratterizzare la questione della metafisica così come essa si pone nella modernità. Il volume presenta quattro testi fondamentali di Henrich, dei quali uno, Autocoscienza e pensiero di Dio, è del tutto inedito, e altri due sono tradotti in italiano per la prima volta, L’io di Fichte e Che cos’è metafisica – che cos’è modernità. Dodici tesi contro Jürgen Habermas. Arricchiscono la pubblicazione le riflessioni – formulate da Henrich durante le discussioni con i giovani studiosi iscritti al suo seminario presso la Scuola di Alta Formazione Filosofica – intorno alle tematiche dei saggi proposti dal filosofo, che viene così a commentare, fornendo ulteriori sviluppi, i propri testi. Nell’ampio capitolo introduttivo, Henrich traccia inoltre la propria biografia intellettuale, fornendo nuove chiavi di lettura della sua intera opera.
   Dieter HENRICH è filosofo al tempo stesso notissimo e poco frequentato. L’occasione di una sintetica autopresentazione del suo pensiero è dunque particolarmente preziosa in quanto permette di ricostruire dettagliatamente il suo orizzonte teorico, tanto più che non esiste un’opera che ne esponga sistematicamente le linee portanti, affidate piuttosto a scritti che sono una raccolta di saggi indipendenti. Questa pubblicazione, nello stile schivo e rigoroso dell’autore, ha carattere del tutto particolare. Non tanto una serie continua di lezioni, quanto un lavoro di scavo, a partire da una serie testi, che ne estrae le intenzioni teoriche di fondo.

Charles Larmore
Dare ragioni. Il soggetto, l’etica, la politica
a cura di Ugo Perone, Rosenberg & Sellier, Torino 2008

   In questo volume, che raccoglie le lezioni appositamente preparate da Charles Larmore per la Scuola di Alta Formazione Filosofica, il filosofo riprende cinque differenti argomenti, tra loro collegati, che scandiscono la sua opera, misurandosi con le grandi questioni dell’etica, della verità, del soggetto e della politica. Il suo pensiero, che non ha carattere di sistema, è tuttavia unificato da una modalità assai personale di trattare le questioni filosofiche. Tale modalità ha conseguenze rilevanti per la stessa soluzione dei problemi via via affrontati. Senza essere scettico, il suo approccio soppesa le ragioni di una scelta filosofica riconoscendo che anche altre scelte hanno buone ragioni per esser fatte valere: è ciò che Larmore chiama la “legge della conservazione dell’imbarazzo”. Proprio per il fatto che la filosofia affronta problemi reali, e dunque complessi, tali cioè da lasciarsi attraversare secondo diverse prospettive, il dubbio resta legittimo. Contro il dubbio scettico vale soltanto ridiscutere e approfondire le ragioni delle scelte. Si tratta di far valere buone ragioni (ossia buoni argomenti), nella consapevolezza che esse rispondono a ragioni obiettive, ossia a principi che ci obbligano senza però per questo essere posti dalla ragione. Dare ragioni” non significa insomma istituire norme, ma rispondere, sul piano etico, nella vita quotidiana, in politica, a principi che riconosciamo buoni e di cui siamo in grado di dar conto argomentando. Se dovessi descrivere uno scenario che fa da sfondo al lavoro di Charles Larmore, direi che egli intende imboccare una via alternativa, al tempo stesso, all’assolutismo e al relativismo della verità. Il suo realismo è ben lontano dall’oggettivismo e dall’assolutismo. La verità c’è e corrisponde a qualcosa che è reale. In questo senso non dobbiamo presumere di stabilire e produrre noi la verità. La nostra ragione, con un atto che non è né eccezionale né, per sé, particolarmente interessante e profondo, si limita a riconoscerla ed è in grado di argomentare le ragioni di questo riconoscimento. La ragione vede ma non intuisce, in quanto non colma la distanza con il suo oggetto. E quando il cammino della ricerca sembra mettere capo a un dato paradossale o misterioso, ciò accade perché non siamo pervenuti a un buon risultato. Il reale cui ci applichiamo non è né trascendente, né misterioso. È semplicemente fuori dal nostro potere.
   Charles LARMORE, professore di Filosofia presso la Brown University di Providence (Rhode Island) dopo diversi anni di insegnamento all’Università di Chicago, è uno dei massimi esponenti della generazione di filosofi morali e politici che hanno caratterizzato il pensiero americano a partire da Una teoria della giustizia di John Rawls.Tra i suoi interessi principali rientrano i fondamenti del liberalismo, la natura del ragionamento morale e la costituzione normativa dell’Io. Formatosi, oltre che a Harvard e Yale, all’Università di Münster e all’École Normale Supérieure di Parigi, è presente nel dibattito filosofico europeo anche con contributi in francese e tedesco. In Italia ha pubblicato, in traduzione: Le strutture della complessità morale, Feltrinelli; L’eredità romantica, Feltrinelli; Pratiche dell’io, Meltemi; e, con Alain Renaut, Dibattito sull’etica, Meltemi.
Consultabile online sul Giornale di filosofia della religione (www.aifr.it)
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