A Ragusa, presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi
della Facoltà di Agraria-Ibla, si è svolto il Convegno
nazionale di studio sul pensiero politico di Emmanuel Mounier
nel centenario della nascita. Tema dell'appuntamento è
stato “Il sentiero di E. Mounier: politica, democrazia e
socialismo a servizio della persona umana”. Il Convegno
ha costituito una nuova e proficua occasione di incontro e di
scambio culturale per la “famiglia personalista” italiana,
e si inserisce all'interno della moltitudine di incontri culturali
che nel 2005 hanno celebrato e ricordato la vita e il pensiero
del filosofo francese nel centenario della nascita (1905-2005).
La due giorni di studi, tenutisi nella suggestiva e splendida
cornice barocca di Ragusa Ibla, è stata organizzata dal
locale Centro Studi “Feliciano Rossitto” con il patrocinio
di: Comune, Provincia, Regione Siciliana, C.S.A. Ragusa, AAPIT
e ARGO; significativa la partecipazione di dieci relatori e di
circa duecento tra studenti, insegnanti e studiosi. Dinanzi alla
moltitudine di problemi che nel mondo contemporaneo evidenziano
il bisogno e la necessità di ricercare e promuovere una
società più umana e una comunità che ponga
al centro il riconoscimento della dignità della persona
come stella polare da seguire nella quotidianità, la politica
(troppo spesso considerata quale mero strumento del perseguimento
di obiettivi particolaristici) è da ripensare — alla
maniera del filosofo di “Esprit” — come vocazione
che abbia a cuore il servizio della persona per la reale promozione
della Comunità, quella che lo stesso pensatore francese
definiva “Persona di persone”. Dinanzi alla crisi
ricorrente del liberalismo esasperato, al dilagante individualismo
affermantesi insieme al fondamentalismo economico nell'odierna
società iper-consumistica e secolarizzata, dimentica di
Dio e dell'autentica dimensione religiosa dell'uomo; dinanzi alle
nuove sfide della bioetica e di nuove scienze, come la biopolitica,
che si interrogano sul valore della vita e dell'uomo; dinanzi
a tutto ciò sembra oggi emergere la domanda di una nuova
qualità della vita, legata all'affermarsi di valori e progetti
più umani. Rianimando una politica in profonda crisi che
è sempre più ridotta a mera appendice dei mercati
economici spersonalizzanti, occorre perciò riaffermare
uno sviluppo che — decentrato rispetto all'avere — sia centrato sul ritorno all'essere e sulla promozione di una
qualità più umana di tutte le persone, desiderose
di avere un reale riconoscimento dei diritti umani di fronte a
un mondo dilaniato dal terrorismo internazionale.
Il convegno è stato organizzato nella convinzione che
il pensiero di Mounier possa costituire l'occasione per dar luogo
a una rinnovata riflessione attualizzante per una politica che,
ponendosi a servizio della persona, non si riduca a mera e futile
“azione diretta” ma ponga alla base di ogni impegno
concreto un rigoroso impegno morale. Una politica che, in concreto,
trovi la sua dimensione autentica e la sua vera vocazione in una
funzione essenzialmente culturale, agendo come testimone di quel
moto di sfida alla storia, di quell'affrontémént
chrétien che Mounier rivendicava come decisiva dimensione
di impegno per il cristiano. Tra i vari interventi, quello di
Nunzio Bombaci ha ripercorso le principali linee biografiche del
filosofo di Grenoble, sottolineando la sua testimonianza di fede
nel suo vivere il cristianesimo come «una natura profonda».
Mounier, come cristiano combattente che «non considerava
mai il dolore in se stesso, con vittimismo, ma come percorso che
conduce alla gioia del cuore», rimane ancora un filosofo
vivo. Egli offre la sua forte e dolce testimonianza di
cristiano e di pensatore coerente, così come di maestro
di vita e educatore politico di diverse generazioni di giovani
europei. Una politica che tenga conto della persona come essere
in relazione con, aperta al dialogo e al riconoscimento degli
autentici diritti umani nella società, secondo il Salvatore
Vento — sindacalista di ispirazione mounieriana, che opera
a Genova — deve rinnovarsi e attuarsi partendo anche dalla
rinascita di un associazionismo che operi per un rinnovato “risveglio
della persona”. Persona che, nel mosaico di una società
sempre più globalizzata, dominata dalle tecnologie e schiava
di una comunicazione sempre più opprimente e "spersonalizzante"
che riduce l'uomo a io-fenomenico e macchina comunicante, individuo
tra gli individui e protagonista anonimo nel mondo dell'impersonale,
del «si dice» di cui parla Heidegger, necessita — come messo in luce da Franco Totaro, docente dell'Università
di Macerata — di una nuova libertà, di essere e soprattutto
di essere per che ne realizzi la sua vocazione mediante
una scelta responsabile.
Di interesse è stata la relazione tenuta da Giuseppe Limone,
della Seconda Università di Napoli, che ha sottolineato
il rigore teoretico della nozione di persona come sfida eversiva
legata al problema della giustizia. Nella giornata conclusiva,
invece, Calogero Caltagirone, professore della LUMSA Roma-Caltanissetta,
ha centrato il tema della persona in relazione all'etica della
responsabilità: la persona, così come Mounier più
volte scriveva, agisce in riferimento a una scala di valori che
ha il suo apice nell'Assoluto. È in riferimento a quest'ultimo
che l'impegno, l'engagement della persona non degenera
nella disperazione e nella noia ma acquista il significato di
una partecipazione al valore, di una lotta per l'affermazione
del valore stesso. In un passo del Manifeste au service du
personnalisme Mounier scriveva: «Una persona è
un essere spirituale, costituito come tale da un modo di sussistenza
e di indipendenza del suo essere; essa mantiene questa sussistenza
mediante la sua adesione a una gerarchia dei valori liberamente
eletti, assimilati e vissuti con un impegno responsabile e una
costante conversione...». È la responsabilità
che realizza la persona libera nella singolarità della
sua vocazione. Di sempre rinnovata attualità sono state
inoltre le relazioni tenute da Attilio Danese dell'Università
di Chieti, direttore della rivista “Prospettiva Persona”,
il quale ha ribadito come la nuova democrazia politica di tipo
personalista non consista per Mounier «né nella supremazia
del numero né nel ricorso alle sole libertà individuali»
ma sia «l'autorità di una società di persone,
razionalmente organizzata in un ordine giuridico»; Emilio
Baccarini dell'Università “Tor Vergata” di
Roma ha a tal riguardo presentato il tema originale e allo stesso
tempo scottante riguardante il personalismo di fronte alle sfide
della biopolitica. Di Luciano Nicastro, docente dell'ISSR di Ragusa
e della LUMSA di Caltanissetta nonché promotore del Convegno,
la relazione che ha chiuso i lavori. Incentrata sulla figura di
Emmanuel Mounier come pensatore e profeta di un nuovo socialismo,
essa propone una lettura di Mounier quale pensatore costantemente
attuale, in quanto profeta di un'epoca, di una nuova stagione
del mondo, che ha tenacemente operato per la ricostruzione morale
e spirituale dell'uomo e della società, promuovendo una
lotta per l'uomo nella società borghese e capitalistica
così come nella Chiesa.
In un tempo che ci provoca ad andare avanti resta presente il
profetico pensiero di questo filosofo francese che costituisce
un esempio autentico e un modello paradigmatico di intellettuale
impegnato, soprattutto per i giovani di oggi che ricerchino una
politica che non abbia il timore di “sporcarsi le mani”
e che — basata sulla centralità della persona non
più come topos metafisico distante ma come topos laico
presente nella storia, nel concreto e nel quotidiano — persegua
continuamente la ricerca del bene comune attraverso l'autentica
e responsabile capacità personale di rispondere “Adsum”
alle sfide lanciate dalla storia e dal tempo.