Il tema del nichilismo costituisce, senza alcun dubbio, un topos
tanto ineludibile quanto problematico della riflessione filosofica
contemporanea. Il volume collettivo curato da Sergio Sorrentino
e pubblicato all’interno della Collana “Quaestiones
disputatae” a cura della Associazione Italiana di Filosofia
della Religione (AIFR), affronta il tema attraverso una serie
di saggi che restituiscono prospettive e approcci diversi al problema.
Proprio sui due aspetti della ineludibilità e della problematicità
della questione si sofferma la Prefazione del Curatore
in cui viene compiuta una attenta disamina e diversificazione
semantica e concettuale delle differenti «tipologie di nichilismo».
Il saggio di Hagar Spano dedicato a Nietzsche (Friedrich
Nietzsche. Tra finis christianismi e questione del senso),
centrato com’è su un'analisi critica della lettura
heideggeriana di Nietzsche e sull’originale tentativo di
recupero di una originaria eredità nietzschiana anche e
soprattutto oltre l’orizzonte in cui questa è interpretata
da Heidegger, costituisce comprensibilmente una sorta di fil
rouge attraverso cui è possibile leggere in modo fruttuoso
anche alcuni degli altri contributi presenti nel volume. Il tema
del Tod Gottes in particolare, pur tematizzato da Heidegger,
acquista attraverso la diretta lettura degli scritti nietzschiani
e un riferimento attento alla letteratura critica più recente
una ulteriorità di significato non immediatamente riconducibile
alla Seinsfrage heideggeriana (p. 18). L’emergere
all'interno della questione della “morte di Dio” dei
significati morale e religioso, tra loro connessi, consente —
di là dal solo significato ontologico discusso da Heidegger
— di riscoprire il problematico rapporto di Nietzsche col
cristianesimo, «rapporto di prossimità e assieme
di distacco» (p. 33). La differenza che emerge tra una forma
“volgare” di ateismo e una forma “dialettica”,
«la quale non esclude la possibilità di un’autentica
opzione religiosa», permette di fatto di comprendere «il
significato più autentico di alcuni plessi nevralgici della
ricca produzione letteraria nietzschiana» (pp. 31-32).
Il problema dell’interpretazione heideggeriana di Nietzsche
è tematicamente affrontato nella sua propria rilevanza
dal saggio di Pierfrancesco Stagi (Filosofia dello spirito
vivente. Nichilismo e domanda di senso nel giovane Heidegger).
L’attenzione ai primi scritti di Heidegger, su alcuni dei
quali raramente si è soffermata la considerazione critica,
e nei quali «la tensione dialettica tra nichilismo e questione
del senso è ancora presente e viva» (p. 87), permette
di osservare la scaturigine di quella interpretazione della metafisica
occidentale che caratterizzerà la fase più matura
della riflessione del filosofo tedesco. Sempre nel quadro di una
lettura e di un recupero dell’eredità nietzschiana
e del tema specifico del Tod Gottes, già al centro
del contributo di Hagar Spano, si inserisce il saggio che Claudio
Belloni dedica a Rosenzweig (Franz Rosenzweig. Le tenebre
e la stella). Nonostante in Rosenzweig sia assente una trattazione
esplicita e sistematica del nichilismo, nondimeno la meditazione
sulla pagina di Nietzsche appare, a giudizio di Belloni, determinante
nell’identificazione del «disorientamento dell’uomo
occidentale» e della sua «ricerca di senso».
Anche nella singolare posizione assunta da Gabriel Marcel di
fronte al problema del nichilismo e alla urgente necessità
di un suo “attraversamento”, oggetto del contributo
di Paolo Diego Bubbio (La scelta del senso. Gabriel Marcel
e l’attraversamento del nichilismo), vi è una
attenzione estrema agli esiti della riflessione contemporanea,
in cui all’apprezzamento per la radicalità della
prospettiva nietzschiana si accompagna la polemica serrata con
i suoi “discepoli” Sartre, Camus e Bataille. Nell’attraversamento
del “deserto” del nichilismo e nel suo superamento,
compiuti da Marcel, la “morte di Dio” corrisponde
al rifiuto del «Dio della metafisica tradizionale»
e al rigetto di «retaggi metafisici che ormai non sono altro
che miraggi e illusioni» (p. 141). Fisionomia invece del
tutto singolare, e di fatto indipendente dall’eredità
nietzschiana, ha invece la riflessione condotta da Max Scheler
così come viene ricostruita da Edoardo Simonotti (Il
problema del nulla nel pensiero metafisico-religioso di Max Scheler).
Il tema del nulla è qui, nella prospettiva scheleriana,
letto all’interno della cornice di una metafisica cristiana.
Il contributo di Simonotti ha anzitutto il merito di considerare
la questione del nichilismo nell’intero sviluppo della riflessione
di Scheler e nelle articolazioni che l’idea-limite del nulla
acquisisce nelle diverse fasi della sua evoluzione intellettuale
e, in secondo luogo, di porre esplicitamente il problema della
legittimità di una assunzione del tema del nulla e della
dimensione tragica dell’esistenza all’interno di un
orizzonte metafisico.
Per Jonas, a cui è dedicato il contributo di Claudio Bonaldi
(Hans Jonas e il nichilismo: alla ricerca di un paradigma
antignostico), l’interpretazione del nichilismo contemporaneo
avviene — come del resto già in Scheler — non
già sulla base di una diretta lettura di Nietzsche bensì
sulla base dell’approfondimento del “nichilismo gnostico”
e attraverso la riproposizione metafisica di una dottrina dell’essere.
Nel saggio di Claudio Tarditi (Decostruire la decostruzione:
differance, verità e nichilismo nel pensiero di Jacques
Derrida) il problema del senso viene posto nell’orizzonte
della differance di Derrida attraverso una ricostruzione
della riflessione che questi conduce sulla filosofia di Heidegger.
Il lavoro compie lo sforzo originale di restituire al concetto
di differenza il suo originario sostrato ontologico attraverso
una attenta critica agli esiti teoretici e etici della differance
di Derrida. Nel suo complesso il volume, che si conclude con una
interessante Postfazione di Marco Ravera in cui viene condotto
un dialogo serrato con Schelling e Pareyson, consente di illuminare
i diversi volti assunti dal nichilismo contemporaneo e, in alcuni
casi, di osservare il delinearsi di originali prospettive teoretiche
in direzione di una fondata ricerca del senso