A quarant'anni dalla pubblicazione di Mensonge romantique
et vérité romanesque esce, presso le edizioni
L'Harmattan, la prima bibliografia completa delle opere di René
Girard e degli studi riguardanti la teoria mimetico-vittimaria,
o a essa ispirati, apparsi in Francia e in Italia negli ultimi
quattro decenni. Il volume si compone di una parte saggistica
iniziale e di una parte strettamente bibliografica divisa, per
facilitarne la consultazione, in quattro sezioni principali ordinate
a loro volte in varie sottosezioni, che offrono una ragionata
e dettagliatissima schedatura dei lavori in lingua francese e
italiana. Ampio spazio è dedicato ai materiali audio-visivi
e alle risorse disponibili in Rete. La sezione relativa alla produzione
di Girard include infatti, oltre a libri, articoli, traduzioni
e estratti, introduzioni, postfazioni e partecipazioni a tavole
rotonde, anche interviste accordate a radio e televisioni. Per
quanto riguarda le opere su Girard o con riferimenti significativi
alla teoria mimetica, agli estremi bibliografici di monografie,
numeri speciali, pubblicazioni individuali e collettive, termini
presenti in dizionari e enciclopedie, tesi di laurea e di dottorato,
si affiancano indicazioni concernenti i siti Internet e i sempre
più numerosi contributi apparsi su riviste elettroniche.
Il saggio introduttivo ricostruisce in maniera sintetica ma puntuale
l'evoluzione del pensiero girardiano che, sviluppatosi a partire
dalla riflessione sul desiderio nel romanzo moderno (Mensonge
romantique), si estende negli anni Settanta alla elaborazione
di una antropologia "mimetica" (esposta ne La violence
et le sacré) che si fonda sulla rivelazione cristiana
e in particolare modo sull'opera demistificatrice operata dal
"sacrificio" di Cristo nei confronti del sacro violento
(Des choses cachées depuis la fondation du monde).
Dopo le prove di esegesi biblica degli anni Ottanta, dedicate
e brani evangelici e al Libro di Giobbe (Le bouc émissaire
e La route antique des hommes pervers) la riflessione
dell' "ultimo" Girard si caratterizza sempre più
come una "difesa antropologica" del cristianesimo (Je
vois Satan tomber comme l'éclair), volta a dimostrare
il carattere anti-mitico dei Vangeli, unico testo in grado di
svelare i meccanismi nascosti che influenzano l'agire dell'individuo
e della società. Parallelamente, la ricezione del metodo
critico di questo singolare pensatore (avignonese di nascita ma
ormai statunitense d'adozione) "scandaloso" sostenitore,
nell'era della specializzazione, di un principio di spiegazione
unico e universalmente valido per rendere conto di tutti i fenomeni
che concernono l'umano, segue un cammino fatto di lunghi silenzi
(la teoria mimetica resta, almeno fino alla fine degli anni Settanta,
assai poco conosciuta) e di improvvise impennate polemiche, destinate
a fornire (grazie all'uscita di Des choses cachées
e al dibattito sulla scrittura giudeo-cristiana) notorietà
presso i media e il grande pubblico.
È soprattutto intorno negli anni Ottanta che il "sistema
Girard" scuote il mondo della cultura internazionale e stimola
in maniera straordinariamente feconda gli ambiti più disparati
delle scienze umane (antropologia, etnologia, sociologia, filosofia,
teologia, esegesi biblica, letteratura, economia, psichiatria
etc). Se, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta,
si registra un affievolimento, presso gli ambienti "laici"
francesi, del dibattito attorno al pensiero girardiano, l'interesse
per l'ipotesi mimetico-vittimaria cresce costantemente in Italia,
dove coinvolge alcuni tra i nomi più prestigiosi del panorama
intellettuale nazionale e dà vita a originali direzioni
di ricerca: l'una tesa a evidenziare, sotto il profilo filosofico
e teologico, i legami che intercorrono tra la tematica giudeo-cristiana
e una cultura profondamente legata alla tradizione cattolica come
quella italiana; l'altra, in ambito antropologico, sociologico
e politico-filosofico, che utilizza l'ipotesi girardiana, spogliata
dei suoi aspetti religiosi, per studiare la formazione dell'ordine
sociale, del potere politico e del sistema giudiziario. Bibliographie
des études girardiennes si presenta dunque come uno
strumento pratico e esaustivo per orientarsi in questo vasto dibattito
pluridisciplinare, che resta ancora aperto e ricco di stimoli.