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Bibliographie des études girardiennes

di Paolo Diego Bubbio

   A quarant'anni dalla pubblicazione di Mensonge romantique et vérité romanesque esce, presso le edizioni L'Harmattan, la prima bibliografia completa delle opere di René Girard e degli studi riguardanti la teoria mimetico-vittimaria, o a essa ispirati, apparsi in Francia e in Italia negli ultimi quattro decenni. Il volume si compone di una parte saggistica iniziale e di una parte strettamente bibliografica divisa, per facilitarne la consultazione, in quattro sezioni principali ordinate a loro volte in varie sottosezioni, che offrono una ragionata e dettagliatissima schedatura dei lavori in lingua francese e italiana. Ampio spazio è dedicato ai materiali audio-visivi e alle risorse disponibili in Rete. La sezione relativa alla produzione di Girard include infatti, oltre a libri, articoli, traduzioni e estratti, introduzioni, postfazioni e partecipazioni a tavole rotonde, anche interviste accordate a radio e televisioni. Per quanto riguarda le opere su Girard o con riferimenti significativi alla teoria mimetica, agli estremi bibliografici di monografie, numeri speciali, pubblicazioni individuali e collettive, termini presenti in dizionari e enciclopedie, tesi di laurea e di dottorato, si affiancano indicazioni concernenti i siti Internet e i sempre più numerosi contributi apparsi su riviste elettroniche.

   Il saggio introduttivo ricostruisce in maniera sintetica ma puntuale l'evoluzione del pensiero girardiano che, sviluppatosi a partire dalla riflessione sul desiderio nel romanzo moderno (Mensonge romantique), si estende negli anni Settanta alla elaborazione di una antropologia "mimetica" (esposta ne La violence et le sacré) che si fonda sulla rivelazione cristiana e in particolare modo sull'opera demistificatrice operata dal "sacrificio" di Cristo nei confronti del sacro violento (Des choses cachées depuis la fondation du monde). Dopo le prove di esegesi biblica degli anni Ottanta, dedicate e brani evangelici e al Libro di Giobbe (Le bouc émissaire e La route antique des hommes pervers) la riflessione dell' "ultimo" Girard si caratterizza sempre più come una "difesa antropologica" del cristianesimo (Je vois Satan tomber comme l'éclair), volta a dimostrare il carattere anti-mitico dei Vangeli, unico testo in grado di svelare i meccanismi nascosti che influenzano l'agire dell'individuo e della società. Parallelamente, la ricezione del metodo critico di questo singolare pensatore (avignonese di nascita ma ormai statunitense d'adozione) "scandaloso" sostenitore, nell'era della specializzazione, di un principio di spiegazione unico e universalmente valido per rendere conto di tutti i fenomeni che concernono l'umano, segue un cammino fatto di lunghi silenzi (la teoria mimetica resta, almeno fino alla fine degli anni Settanta, assai poco conosciuta) e di improvvise impennate polemiche, destinate a fornire (grazie all'uscita di Des choses cachées e al dibattito sulla scrittura giudeo-cristiana) notorietà presso i media e il grande pubblico.

   È soprattutto intorno negli anni Ottanta che il "sistema Girard" scuote il mondo della cultura internazionale e stimola in maniera straordinariamente feconda gli ambiti più disparati delle scienze umane (antropologia, etnologia, sociologia, filosofia, teologia, esegesi biblica, letteratura, economia, psichiatria etc). Se, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, si registra un affievolimento, presso gli ambienti "laici" francesi, del dibattito attorno al pensiero girardiano, l'interesse per l'ipotesi mimetico-vittimaria cresce costantemente in Italia, dove coinvolge alcuni tra i nomi più prestigiosi del panorama intellettuale nazionale e dà vita a originali direzioni di ricerca: l'una tesa a evidenziare, sotto il profilo filosofico e teologico, i legami che intercorrono tra la tematica giudeo-cristiana e una cultura profondamente legata alla tradizione cattolica come quella italiana; l'altra, in ambito antropologico, sociologico e politico-filosofico, che utilizza l'ipotesi girardiana, spogliata dei suoi aspetti religiosi, per studiare la formazione dell'ordine sociale, del potere politico e del sistema giudiziario. Bibliographie des études girardiennes si presenta dunque come uno strumento pratico e esaustivo per orientarsi in questo vasto dibattito pluridisciplinare, che resta ancora aperto e ricco di stimoli.
Consultabile online sul Giornale di filosofia della religione (www.aifr.it)
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