Il volume analizza alcuni nodi
problematici dell'etica kantiana proponendo su questa
base un confronto tra il paradigma deontologico rappresentato
da una morale della ragion pura ed il suo opposto,
il modello teleologico rappresentato dall’etica
aristotelica. Alla confluenza di questi due modelli
di riferimento viene individuata nella riflessione
etica del giovane Schleiermacher una assai originale
alternativa. Il carattere di novità del volume
è costituito dal fatto che l’analisi
che vi viene condotta del pensiero schleiermacheriano
fa leva esclusivamente su alcuni luoghi della sua
produzione giovanile (1789-93): in questo periodo
infatti il filosofo e teologo di Breslavia compone
le cosiddette "rapsodie etiche" (Dilthey),
tre scritti nei quali - tale è la tesi di fondo
del volume - vengono dibattuti altrettanti nodi problematici
dell'etica kantiana. Si tratta de: 1) la frattura
tra universale e particolare, analizzata nello scritto
Sul valore della vita (l'unica delle tre
“rapsodie” tradotta in italiano); 2) la
nozione di sommo bene, discussa nel saggio Ueber
das höchste Gut; 3) il concetto di libertà,
analizzato nello scritto incompiuto Ueber die
Freiheit.
Indice.
I. Sull'etica kantiana dell'intenzione; 1.1 Sulla
domanda: cosa significa illuminare? - 1.2 Verso la
fondazione di una metafisica dei costumi - 1.3 Intorno
alla Sittenlehre kantiana: le coordinate
di un paradigma - 1.4 Kant e Aristotele: due tipi
di etica; II. L'etica alternativa: Friedrich D.E.
Schleiermacher; - 2.1 La Kulturphilosophie
schleiermacheriana come tertium datur - 2.2
Su sommo bene e libertà: due rapsodie etiche
- 2.3 Alcuni cenni sulla formazione del giovane Schleiermacher;
III. Un ritratto della Spät-Aufklärung;
3.1 Pantheismusstreit: fenomenologia di una controversia
-
3.2 Spinoza «inter impias».