il giornale di filosofia della religione
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ISSN 1826-6150
 
   
 
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Il convegno su "La teologia politica in discussione", che si è tenuto a Trento il 10 e 11 novembre 2011, ha dato luogo a un vasto confronto sulla nozione stessa di teologia politica e sui problemi che essa contiene e comporta. Per un verso si è presentata e discussa a fondo la celebre proposta schmittiana, attraverso la relazione di M. Nicoletti e la sua discussione avviata in maniera efficace da A. Aguti. Già questa discussione ha messo in evidenza la forte restrizione della nozione di teologia operata nell'approccio di Schmitt; ivi la teologia è intesa come la strutturazione ideologica di un potere (ecclesiastico) che configura una potestas decisionale. Con tutto ciò che questo implica per la configurazione, anche questa nettamente riduttiva, e ritagliata su un asse hobbesiano, di uno jus publicum europeo che era al centro delle preoccupazioni del giurista tedesco. In fondo in questa impostazione la teologia, e segnatamente una concezione datata della teologia, viene come fagocitata dal diritto, ossia dalla dimensione giuridica. Anche se nel dibattito si è messo altresì in luce un certo esito possibile, e ravvisabile negli stessi sviluppi chiarificatori della originaria proposta schmittiana, di questo modello di teologia politica in direzione della trascendenza.

Ma il dibattito, anche grazie all'intervento di A. Drago sulla visione teologico-politica di Lanza Del Vasto, ha spostato il fuoco della discussione sulla stessa nozione di sovranità, la quale è tornata più volte all'attenzione e all'esame nel corso del convegno. Di fatto le successive relazioni, con il dibattito che le ha accompagnate, hanno messo in luce due risultati importanti, che sono suscettibili di promuovere ulteriormente la ricerca intorno al lemma della teologia politica e ai problemi che esso contiene e solleva. Anzitutto si danno diversi modelli di una possibile teologia politica, a seconda dei concetti (e delle visuali da essi informate) di teologia e di politica. Peraltro, come si è più volte sottolineato negli interventi che hanno caratterizzato in maniera assai ricca i lavori del Convegno, essi sono di volta in volta dipendenti dalla comprensione dei rapporti che la teologia intrattiene tanto con la religione e i suoi vissuti quanto con la realtà concreta dei gruppi umani e delle loro dinamiche sociali e politiche (si veda la teologia politica che fa capo rispettivamente alla impostazione di J.B. Metz e a quella di J. Moltmann). Anche il dibattito sul tema della secolarizzazione, su una nozione in verità piuttosto poliedrica, sfuggente e ambigua, ha contribuito per molte ragioni a spostare il centro di gravitazione della tematica teologico-politica In secondo luogo i mutamenti politici che si sono verificati nel secolo scorso, tanto sul piano degli assetti istituzionali quanto su quello della calibratura di nozioni politiche elaborate di conseguenza (in particolare le nozioni di sovranità, di potestas e auctoritas, di religione civile, di democrazia costituzionale, di diritti umani ovvero diritti fondamentali, ecc.), hanno contribuito potentemente a riconfigurare il tema della teologia politica.

In proposito la limpida e ricca esposizione di P.P. Portinaro, come il nutrito dibattito cui essa ha dato luogo, ha fornito elementi di conoscenza e di chiarificazione preziosi per risolvere il groviglio problematico che si raccoglie nel lemma. E il contributo di F.S. Festa ha tentato di dipanare la matassa, introducendo ulteriori elementi di comprensione, nonché prospettive problematiche (l'escatologia, il messianismo, ecc.) che consentono di andare più a fondo nella percezione della posta in gioco di una teologia politica. Si è in sostanza evidenziato che, per effetto dei grandi sconvolgimenti che hanno caratterizzato la fase storica più recente, dal bipolarismo al multipolarismo, dagli Stati Nazionali alla formazione di entità sovranazionali (come per es. la UE), la globalizzazione e le crisi da essa indotte, il pluralismo religioso e la multiculturalità, c'è l'urgenza di una nuova e diversa impostazione per fare fronte alle sfide poste da una "teologia politica". Essa deve fare i conti, come molti interventi hanno evidenziato, con il pluralismo religioso, con la diversità delle teologie (cfr. le varie teologie della liberazione o quelle che fanno capo a inculturazioni specifiche), con il cosiddetto "ritorno della religione", nonché con la ricerca più recente in ambito filosofico-politico (cfr. Habermas, U. Beck, il nutrito dibattito nordamericano sulla giustizia e sulla liberaldemocrazia, ecc.). Peraltro la proposta critica di E. Peterson, cui è stata dedicata la relazione di João Vila-Chã, focalizza un'aporia di fondo (e una «impossibilità») dell'impostazione schmittiana, portando all'attenzione un punto di vista nel quale il politico viene in ultima analisi assorbito dal teologico, il quale rappresenta l'interesse di fondo dell'approccio petersoniano.

Da parte sua il contributo di F. Ghia ha illustrato in maniera assai efficace il contesto teologico del primo Novecento, entro il quale la problematica della secolarizzazione, e più in generale quella della inserzione della Chiesa nel mondo nel quadro della modernità, offrivano spunti che mentre anticipavano risultanze di sviluppi successivi della comprensione teologica, sono rimasti piuttosto in ombra, anche per effetto delle crisi attraversate dalla cultura europea nella prima metà del Novecento. Beninteso la relazione tra teologia (ma a monte c'è la comunità religiosa, l'istituzione ecclesiastica, il vissuto religioso con le sue espressioni culturali e organizzate) e politica (anche qui c'è tutto il contesto delle relazioni entro i gruppi umani, le formazioni politiche e istituzionali, gli assetti giuridici, con tutte le relative teorizzazioni) è assai sfuggente. Se il lemma "teologia politica" richiede di essere accostato con cautela e distanza critica come si è globalmente fatto nel Convegno e come non si è mancato di ribadire nell'intervento conclusivo di S. Santasilia, dedicato a una sorta di bilancio critico della teorizzazione schmittiana tuttavia esso rivela un intrico di problemi che vanno affrontati col coraggio di una ragione pubblica ispirata dal "sapere aude".

I materiali del Convegno saranno pubblicati in un volume disponibile nelle librerie a partire dal secondo trimestre 2012.